Dirty è il nuovo album delle Bambole di pezza, in uscita oggi 7 luglio per AAR Music e distribuito da Universal Music Italy. Con la loro musica le Bambole Di Pezza si fanno portavoce di temi a loro cari, come la lotta per l’uguaglianza di genere, la lotta contro la violenza e il sessismo.
Con il loro terzo album prosegue il cammino pop punk della band, fatto di chitarre, distorsioni e un’attitudine punk rock e anticonformista che da sempre le contraddistingue, iniziato con i singoli Favole (mi hai rotto il cazzo), che a oggi conta quasi 500mila streams su Spotify e oltre 300mila visualizzazioni su Youtube, Rumore, cover del celebre brano di Raffaella Carrà, Non Sei Sola feat Jo Squillo, pubblicata in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne e Io Non Sono Come Te, un urlo generazionale contro l’omologazione che spesso segna la società odierna.
Siamo molto soddisfatte del lavoro in studio, abbiamo cercato delle sonorità che partendo da dei riff diventassero poi sonorità potenti e coinvolgenti. I testi sono provocatori come piace a noi, ma anche riflessioni su quello che ci accade, che ci ferisce, e ciò che ci fa stare bene. Non vediamo l’ora di suonarlo dal vivo nel nostro tour estivo
Bambole di pezza traccia per traccia
Partiamo da un’affermazione senza equivoci: Io non sono come te, non proprio un trattato di amore per il genere umano (ma del resto, come dare loro torto). Un’affermazione di personalità che pesca dai suoni anni Novanta.
C’è del femminismo ma ci sono anche molte altre situazioni che possono infastidire in Favole (mi hai rotto il cazzo), veloce e piuttosto chiara nelle proprie affermazioni. Si svolta in senso horror con Freddy Krueger, che parla di relazioni tossiche con qualche pizzico di Salmo che zampetta qui e là nelle casse.
Tutto rock invece il discorso che esce da Libertà, proclamazione piuttosto evidente e tentativo di fuga dalla città e non soltanto.
Non sei sola arriva ad aggiungere elettricità e cori nel ritornello: una canzone che è alla fine un’affermazione femminile, gioiosa e sfrontata. Ecco poi la cover di Rumore, con un’intro che sembra presa in prestito da Jeeg Robot o giù di lì, per poi sfociare in un rock rumoroso e danzereccio, con un umore complessivo che sarebbe piaciuto a Raffa.
Si chiude con Dirty Bandidas, quasi title track cantata in inglese e piuttosto tirata, con un che di Maneskin qui e là.
Moltissimi i riferimenti al passato nelle sonorità delle Bambole di Pezza, che verrebbe quasi da dire che questo è un disco un po’ fuori tempo. Ma in realtà temi trattati e freschezza delle canzoni rendono l’album piacevole e centrato, con un certo grado di consapevolezza che non guasta.
Genere musicale: power pop, punk pop
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