Si chiamano Chien Bizarre e il prossimo 6 gennaio 2018 pubblicheranno Outsider, nuovo album autoprodotto. Lo presentano così: “Un disco conteso tra influenze del rock italiano – Timoria, Litfiba tra tutti – e solidi riferimenti internazionali – dai Led Zeppelin ai QOTSA – per sfociare in una proposta personale ma allo stesso tempo capace di arrivare a pubblici diversi”. Abbiamo rivolto qualche domanda alla band.
Potete raccontare la storia della vostra band?
La nostra band è il risultato della fusione di due bands, gli Swell 99 e i Madame Web, attive soprattutto nei locali del territorio marchigiano tra la fine degli anni ’90 e la prima decade degli anni 2000. Quindi è semplicemente la storia di quattro musicisti dalle esperienze e dai gusti diversi che decidono di fare vita a un nuovo progetto. Abbiamo all’attivo due album: I migliori esemplari del 2014 e Outsider, in uscita il prossimo gennaio.
Quali sono le fonti di ispirazione e come sono andate le lavorazioni di “Outsider”?
Le influenze sono molteplici e veramente eterogenee… dal rock classico allo stoner, dal fusion alla new wave, senza però appartenere completamente a nessuno di questi generi. La lavorazione è stata volutamente in stile “come una volta”, cioè arrangiando i pezzi live in sala prove e ricorrendo alla tecnologia soltanto in fase di registrazione e di produzione; in linea di massima abbiamo registrato quello che avevamo concordato, che è poi niente di più di quello che suoniamo live.
“Confessate” influenze del rock italiano anni ’90 oltre che riferimenti internazionali antichi e moderni.
Siamo stati tutti e quattro fans dei Timoria e dei vecchi Litfiba, quindi l’influenza di queste due band inevitabilmente c’è, anche se più nei testi e nelle linee vocali che nelle strutture armoniche e negli arrangiamenti.
Per quanto riguarda influenze internazionali del passato e del presente farei veramente fatica a indicare qualcosa di preciso… Nel nostro bagaglio di esperienze c’è tanta musica di vari generi e di varie epoche. Come ho già detto sopra, probabilmente non ce n’è nemmeno una predominante.
Dovendo scegliere un solo disco tra quelli che amate di più, quale scegliereste?
È veramente difficile sceglierne uno, però, per quanto mi riguarda, a livello emotivo, uno dei dischi che mi ha toccato maggiormente è Songs of Faith and Devotion dei Depeche Mode. Per avvalorare la nostra eterogeneità però devo dire che alla stessa domanda gli altri rispondebbero sicuramente con tutt’altro!
Come nasce “Empatia”?
Dopo aver fischiettato per giorni il tema principale di chitarra, ho sviluppato gli accordi e la linea melodica e poi con gli altri abbiamo lavorato tutti insieme agli arrangiamenti; quando poi la canzone ha preso forma ho scritto il testo, che rispecchia in pieno uno dei temi principali dell’album, la sensazione di non appartenenza nei confronti della società odierna.
Come potete descrivere i vostri live?
I nostri live saranno sicuramente energici e abbiamo qualche pezzo che, se riusciremo a farlo rendere al meglio live, ha le caratteristiche per essere emotivamente coinvolgente.
Avete già qualche data fissata per presentare il disco?
Faremo un concerto di presentazione dell’album al “Geleo'” di Morrovalle (Mc) sabato 6 gennaio 2018. Siamo inoltre in corsa nelle selezioni per Arezzo Wave 2018, abbiamo vinto un concorso di preselezione, il Lorenzo Live Rock Days, lo scorso settembre e non vediamo l’ora di portare la nostra musica nel più importante festival indipendente italiano!
Chien Bizarre traccia per traccia
Fin dalla prima traccia, Il Gigante delle favole, la band dimostra sia la volontà di pescare la propria energia da radici rock, sia qualche aspirazione verso un cielo psichedelico non così lontano.
Piuttosto acide le sensazioni trasmesse da una molto elettrica Canzone d’umore nero. Più variegato il menù offerto da Come Cleopatra, tra le più vicine a certi lavori dei Timoria, con spunti narrativi più elaborati.
Si allargano le atmosfere con Insensibile, che però riacquista presto in determinazione ed energia, anche grazie a un robusto giro di basso. Ecco poi Empatia, cattiva e tagliente, disposta a qualche cambio di ritmo e tonalità, con un lungo e inaspettato assolo di chitarra nel finale.
Preghiera laica avanza a medio ritmo, alimentata da dissonanze e umori piuttosto amari. C’è una certa dose di aggressività oscura in Mantide, con risonanze new wave. Qualche sonorità funk si incontra con Underground. Tra Gaber e gli Who, gli Chien Bizarre scelgono una via pessimistica (realistica) con La Mia Generazione, pezzo lento ma piuttosto crudo. Si chiude con Il Solito Caffè, altro pezzo discretamente velenoso.
Buon disco e buona la prima impronta lasciata dagli Chien Bizarre, che dimostrano di saper far andare d’accordo radici riconoscibili e spunti personali e creativi.