Freaky Mermaids
Nuovo inizio per le Freaky Mermaids, che hanno accolto Giorgia Poli (ex Scisma) nelle proprie file e hanno pubblicato un disco, Everything could happen, in cui allargano un po’ orizzonti e sonorità (qui la recensione). Le abbiamo intervistate.
La band esiste da un decennio, ma questo disco ha l’aspetto di un “nuovo inizio”. Potete raccontare come ci siete arrivate?
Ci siamo arrivate… ripartendo! Questo disco è iniziato dove il precedente si è concluso: durante la prima fase di mixaggio di “Moonshine once betrayed me” qualcosa non tornava… è stato quello il momento in cui è entrato sulla nostra scena Gabriele, che ci ha chiuso i mix rendendoci felici di quello che avevamo fatto. Giorgia e Gabriele sono compagni di vita per cui il passo successivo è stato breve: l’esperienza e l’energia di Giorgia ci hanno catapultato in avanti facendoci intravedere nuove possibilità. Nuovi rapporti e nuove trame, esperienze diverse: tutto questo ci ha cambiato, i nostri strumenti sono cambiati, il nostro sound è cambiato, Laura ha imbracciato la chitarra! Everything Could Happen è esattamente la fotografia del nostro percorso relazionale e musicale.
Trovare una nuova alchimia dopo l’ingresso di Giorgia Poli è stato semplice o complicato?
Per nostra fortuna molto semplice: Giorgia era il tassello mancante. Il feeling è stato sorprendente sin dalle prime prove.
Il disco è portatore di un ampliamento di sonorità e forse anche di un allargamento di orizzonti: potete raccontare come ci siete arrivate?
Come dicevo prima, la nuova strumentazione ci ha permesso di allargare i nostri orizzonti sonori: il merito va a Gabriele, che ci ha fatto conoscere le chitarre più vecchie e meno celebri, gli amplificatori valvolari di qualità, il suono di certi effetti che lui possiede.
Inoltre la natura delle canzoni di questo album era già in origine diversa dalla precedente, forse più personale e intima perché concepita in un momento di crescita e di cambiamento. Abbiamo cercato di rispettare questa diversità il più possibile e di non aggiungere nulla di più del necessario. 
Freaky Mermaids: identificarsi con quello che si decide di essere
Come nasce “You’re gonna tell me”?
Capita ogni giorno, in ogni relazione, ad ogni età, di identificarsi con quello che si legge, con quello che si ascolta, con quello che si decide di essere. Questa canzone è un inno alla libertà di espressione di sé nella semplicità più assoluta. Essere se stessi, con i capelli arruffati, senza avere cose troppo importanti da dire ma semplicemente essere presenti, vivere i rapporti senza troppe costruzioni mentali.
Potete raccontare la strumentazione principale che avete utilizzato per suonare in questo disco?
Freaky MermaidsPrincipalmente abbiamo utilizzato gli strumenti che utilizziamo dal vivo nei concerti cioè chitarre acustiche ed elettriche, basso e contrabbasso, ukulele, armoniche a bocca e le nostre tre voci. Il nostro intento è stato quello di partire da un suono il più fedele possibile al live e di dare dei confini stretti all’espansione dei brani dal punto di vista della strumentazione. La nostra conquista è stata quella di non aver paura di lasciare le tracce spoglie e di aggiungere le sovra incisioni solo per dare profondità al piano sonoro o per rafforzare quello che già c’era. 
Ci hanno aiutato anche alcuni interventi molto delicati di musicisti che abbiamo ospitato in sala di registrazione che hanno aggiunto preziosi colori che noi non avevamo come l’arpa di Chiara Dassenno, il piano/Rhodes di Andrea Braga e le batterie di Max Comincini e Beppe Mondini.
Gabriele dice: “mi sono dedicato a tecniche di ripresa microfonica e accorgimenti che mi permettessero di registrare le performance delle ragazze mentre suonavano live, senza metronomo e senza cuffie. Il nucleo di questo disco è suonato dal vivo all’80%: di questo risultato sono felice, ci tenevo molto, ed è la testimonianza della buonissima attitudine delle ragazze!”
Potete descrivere i vostri concerti? Quali saranno le prossime date che vi vedranno coinvolte?
I nostri concerti si svolgono  prevalentemente in posti piccoli e abbastanza intimi in cui si può instaurare un dialogo silenzioso con il nostro pubblico. Dal vivo normalmente non abbiamo la batteria e cerchiamo di costruire le trame ritmiche in modi alternativi. A volte i limiti ti permettono di usare di più la fantasia e la creatività. Però non disdegniamo il contributo di batteristi una tantum…
I nostri prossimi concerti saranno:
9 aprile Latteria Molloy (Brescia) in apertura a Jury 1
3 aprile Antico Forno Costa Volpino
7 maggio festa privata per Ma’ Hidden Kitchen Supper Club 
11 maggio (serata Lala Love You) Carmen Town (Brescia)
18 giugno alla Cascina Clarabella Iseo
24 giugno Festa della Musica Brescia.
Chi è o chi sono gli artisti indipendenti italiani che stimate di più in questo momento e perché?
Amiamo Cesare Basile per la sua continua ricerca musicale e Paolo Benvegnù per la poetica dei suoi testi. 
Potete indicare tre brani, italiani o stranieri, che vi hanno influenzato particolarmente?
Timber Timbre, Damon Host
Radiohead, Motion Picture Soundtrack
Nina Simone, The Other Woman

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