FSK Trapshit è il titolo del disco d’esordio degli FSK, disponibile in streaming su Spotify e sui digital store, distribuito da Thaurus e Universal Music.
FSK è un collettivo composto da Chiello, Sapo e Taxi B, a cui si affianca Greg Willen, il loro produttore di fiducia – che ha anche firmato tutte le produzioni del disco. Il loro stile peculiare nasce dall’incontro delle caratteristiche uniche di ciascuno di loro, sia come storia personale che come approccio alla musica. FSK Trapshit è infatti un amalgama di sfumature, atmosfere, liriche, sonorità, immaginari e simbologie.
FSK traccia per traccia
Si parte fortino con Up, violenta e strappata, su base che parte minimal ed evolve in techno nel finale, per un’apertura shock.
Si prosegue con No spie, pezzo molto oscuro e chiuso. Catene Jesus sfoglia il ventaglio vocale con una base molto essenziale. Ma il pezzo, che è il più lungo del disco, prevede anche una raffica acidissima a metà.
4L rallenta e ondeggia un po’, approfondendo i discorsi chimici nel testo. I passaggi di voce offrono colori diversi al brano.
La seguente è Ok No Play, che sottolinea le distanze dalle boy band (non che ce ne fosse tutta questa necessità), approfondendo altri particolari del traffico di sostanze in arrivo dall’Africa.
Non sembra molto amichevole e adatta alle famiglie La Prova del Cuoco, sorta di mondo al contrario che di nuovo mette in evidenza le sfumature, da piano a fortissimo, delle voci del collettivo.
Melissa P, pur essendo sempre incentrata sul tema droga, accenna a profili più vicini al sesso. Un minimo più morbida Non è mia, che per la prima volta lascia trasparire una certa nostalgia e umanità.
Ma è un attimo tornare a sentimenti molto acidi con Cannottiera White, che ha suoni inquietanti e bassi profondi.
Un elenco di possessi (armi, soldi, droga) caratterizza Abbiamo, altra estroflessione di ego e di testosterone, che però qui e là lascia intravvedere anche qualche ripensamento. Si chiude con una molto urban Pickup, sempre con uno stile molto gangsta e aggressivo.
Il ritratto di una generazione indubbiamente problematica, in cui si fatica a distinguere tra realtà e atteggiamento, emerge in pieno nel disco degli FSK che risalta in modo estremamente vivido.