Esce per Artist First Blue, il primo album di IRuna, preceduto dai singoli Amico mio e Selva. Un disco politico che parla d’amore”, come lo definisce il comunicato, passa con facilità da temi contemporanei, profondi, sociali a quelli più personali e introspettivi, senza dimenticarsi di approfondire le relazioni umane.

IRuna, che in lingua quechua, significa “umano”, nasce dalla necessità di esprimersi in qualità di essere umano; cercando di scoprire e raccontare le varie sfaccettature emotive di Irene Montesi, che poi sono quelle di chiunque ascolti. Cresciuta fra la cultura sudamericana e quella italiana, fin da piccola canta e riproduce qualsiasi suono ascolta: dai versi degli Ara Macao ai soli di Charlie Parker, passando per Battisti e il Ballo del Mattone.

IRuna traccia per traccia

Sonorità simil-tropicali per Amico mio, il brano d’apertura dell’album. Ma il panorama non è affatto composto di palme e spiagge bianche: il testo è anzi piuttosto caustico e molto incentrato sul reale e il concreto.

Un po’ più morbidi i sensi lungo i quali si muove Solo parlare, effettivamente ciarliera anche se piuttosto malinconica. L’esigenza di un contatto almeno vocale, quasi dimenticata, riemerge anche nell’epoca social.

Cori in apertura di Blue, title track altrettanto soffice, racconto di un sabato sera non proprio facilissimo, tra lacrime particolarmente copiose e occhi freddi, tra pomeriggi esausti e gli anni blu di Robert Johnson.

Tu eri Morbido come un marshmallow bianco“: frase centrale e piuttosto descrittiva di un brano giocoso che racconta di un incontro casuale che si è trasformato in una serie di metafore del quotidiano.

Altre descrizioni minuziose trovano spazio in Lupi, intessuta sui suoni della chitarra, a parlare di disagi emotivi e sentimentali, con la Luna che è una guida più efficaci dei corsi tenuti da “professionisti”.

Battiti irregolari e nervosi presiedono alle immersioni de Il palombaro, recitato che si muove verso la profondità marina ma anche mentale. Ecco poi Selva, utilizzato anche come singolo, dal gusto amaro, soprattutto nell’affrontare “osservazioni” che tendenzialmente una donna si trova a fronteggiare quasi tutti i giorni.

Bentornata chiude ancora con dolcezza, a raccontare di un incontro ideale: “Il mondo è un posto terribile/per chi come noi continua a sorprendersi”. Ma c’è speranza se si rimane insieme.

Si parla molto più d’amore che di politica nel disco di IRuna, che mette in evidenza qualità di scrittura davvero notevoli. Gli otto brani del disco si muovono con scioltezza e leggerezza (apparente), mostrando uno spirito di osservazione di alto livello, insieme a una grande consapevolezza nella scelta delle sonorità.

Genere musicale: cantautrice

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