Nùma: Le mie canzoni sono quasi sempre un puzzle

nùma intervista

Il giovane cantautore di Roma Nùma torna sulla scena con un doppio singolo. La focus track è Cocci di Roma, con un testo per lo più autobiografico, di cui oggi 2 febbraio esce il video. Il brano “porta l’ascoltatore a fare un giro immaginario tra le strade e i cocci della Capitale, accompagnato dalle sensazioni e dai rimorsi che guidano l’artista in un’ironica auto analisi”. Nùma si è avvalso della collaborazione di Francesco Cataldo per l’arrangiamento di Cocci di Roma e di Francesco Morettini per “È finita l’estate”. Produzione MZKLab presso gli studi di Muziki Factory.

All’anagrafe Lorenzo Pompili, Nùma nasce a Roma il 21 aprile 1996. Intraprende sin da piccolo il suo percorso artistico scrivendo poesie in forma dialettale, attività alla quale unisce l’ascolto dei grandi cantautori italiani. Inizia quindi lo studio della chitarra, per “soddisfare – spiega – il bisogno di musicare le parole” che scrive. A quelle di chitarra aggiunge le lezioni di canto e tastiera, sviluppando col tempo sonorità che si muovono tra il rock e il folk. Nel 2014 raduna gli amici di sempre, con cui condivide il sogno della musica, e forma la band The Hand. Continua poi come solista con il nome Nùma, ma sempre supportato dalla sua band, in un progetto discografico che punta a ritmi allegri, etnici, ipnotici. Lo abbiamo intervistato.

Ci racconti chi è Nùma?

Se non vado errato il secondo Re di Roma. Oltre che l’alter ego della mia persona, ossia la parte meno fragile e più sfacciata, quella che se ne frega di tutto. Più o meno Nùma sono i miei occhiali da sole.

Perché hai scelto la strada del doppio singolo anziché del singolo “semplice”?

Anche le canzoni, se le teniamo troppo nel cassetto scadono, e io ho un’innata dote a complicare le cose “semplici”.
Il doppio singolo rappresenta forse le mie varie facce, e sfaccettature, nell’ambito musicale e offre a chi mi segue un’occasione in più per scoprire chi sono.

Ci spieghi come nasce “Cocci di Roma”?

Come il 40% dei figli, per caso. Le mie canzoni sono quasi sempre un puzzle di appunti sul metro’ e memo vocali registrati al bar o mentre cammino. Poi cerco un po’ di raccogliere i pezzi o “i cocci” in questo caso. Tirare le somme.

Per questa canzone  ho avuto la fortuna di collaborare con Francesco Morettini e Francesco Cataldo che mi hanno aiutato a mantenere quel giusto piglio urbano.

Hai una spiegazione del perché negli ultimi anni Roma stia “partorendo” così tanti musicisti, moltissimi dei quali di valore?

In realtà credo che Roma sia sempre stata abbastanza nucleo di artisti fin dai tempi del Folkstudio ma anche dopo con Silvestri, Gazzè, Fabi, Moro ecc. Mi piacerebbe però “Covid permettendo” che i locali romani lasciassero più spazio e fiducia alle nuove proposte nei Live.

Quali saranno i tuoi passi successivi?

Oltre alla finale del premio Mia Martini, stiamo lavorando in studio al Muziki factory su un EP molto fresco che faremo uscire quest’estate. Poi ovviamente spero di tornare presto a suonare con tutta la band.

Pagina Instagram Nùma

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