Oko & The Authority, “Ukronia”: la recensione

oko & the authority

Si chiama Ukronia l’album d’esordio di Oko & The Authority, experimental edm band marchigiana in uscita il 1° luglio 2019 per la storica label americana Exquisite Noise Records. Registrato dagli stessi Oko & the Authority, mixato da Enrico Tiberi e masterizzato Pete Maher (che ha curato, tra gli altri, i lavori di Lana del Rey, U2, Katy Perry, Linkin Park, Patti Smith, Nine Inch Nails) .

“Cos’è Ukronia? È il nostro esperimento – raccontano – un microcosmo multiforme di suoni alla ricerca dell’inesplorato, del nuovo, del non detto. L’artista crea, e noi abbiamo tentato di plasmare in suono le frontiere oniriche dei nostri sogni e sentimenti. Per questo è un album la cui identità è la non identità stessa, tra suoni non narrati e narrazioni sonore”.

Oko & The Authority traccia per traccia

Piccola premessa doverosa: ascoltiamo il disco su soundcloud, che ha una tracklist propria ma che ha indicazioni numeriche contraddittorie. Perciò l’ordine effettivo ufficiale delle canzoni potrebbe essere differente da questo.

L’avventura parte da Don Quixote: niente mulini a vento qui, ma alte strutture sonore influenzate dalla techno e sviluppate in modo voluminoso e altisonante.

Elettronica acida e ritmi pesanti quelli con cui parte BnL, che porta in dote un cantato piuttosto distaccato, un po’ Depeche, con qualche oasi in mezzo alle schermaglie elettroniche.

Voce femminile e percussioni rimbalzanti costruiscono la strada su cui si muove Lmnt, spinta avanti anche dagli archi.

Rivoli di malinconia costellano Essence, soprattutto nella parte finale, dopo un percorso irrorato di drumming anche potente.

Susiykiu mostra qualità vocali notevoli, una certa eleganza, una certa morbidezza e una costruzione sonora più articolata ma anche più pop. Il finale torna sull’electro.

Un giro di giostra molto colorato invece è quello al quale invita Addiction, che si distende in modo abbastanza teatrale, ma con un finale sostanzialmente folle.

Si gioca in velocità con tantissima elettronica in Cursed Chip, quasi più un videogioco che un brano.

C’è un certo senso del dramma in Where Lions Cry, con discorsi in tedesco (sarà l’omino col baffetto? Forse) e con una grande attività degli archi.

Dopo una serie di suoni guizzanti, Angel A parte sul serio e con forza, variando però molto spesso il tracciato. Fino a un intervento cantato molto struggente e tagliente.

Zweisamkeit chiude il disco su note dolci e sensazioni elettroniche che si trascinano sullo sfondo. C’è persino una chitarra classica spagnoleggiante a far scorrere meglio il sangue.

Disco molto interessante quello di Oko & The Authority, che fa uso largo di elettronica ma senza lasciare che abbia mai il sopravvento su emozioni, spesso molto potenti.

Genere: edm

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