È in uscita per Futura Dischi Pensiero stupendo universale, il nuovo album dei Riva. Anticipato dai singoli Lamerica, Perso per sempre, Eden e Crimea, il disco esplora il tema del viaggio e del cambiamento, da una prospettiva intima e personalissima, vissuta sulla pelle della band in questi anni.
Quello di Pensiero stupendo universale è un viaggio iniziato quasi due anni fa, quando le prime primordiali idee sono arrivate in studio. Da quel momento, i brani sono cresciuti notte dopo notte e riarrangiati più volte per trovare la forrma che più mettesse a fuoco la sincerità delle otto canzoni dell’album, cambiate più volte nei mesi di lavorazione, così come sono inevitabilemente cambiati i Riva nello stesso periodo di tempo.
Il Pensiero Stupendo Universale è quello che ognuno di noi cerca per scappare dalla solitudine, dal nulla, dalla morte. Chiunque è alla ricerca di un qualcosa per salvarsi, che sia l’amore eterno o un preciso modello di vita. In questo viaggio per trovarlo, le cose possono cambiare senza che lo vogliamo e nessuno può garantirci che un giorno potremmo realmente raggiungere la consapevolezza di esserci salvati: per questo dobbiamo essere pronti a spostare il baricentro della vita al di fuori della zona di comfort, perché siamo convinti che sia questa la vera ragione di un’esistenza vissuta al pieno delle sue possibilità
Riva traccia per traccia
Si parte dalla title track, Pensiero stupendo universale, che apre piano, ma con un ritmo regolare e marcato, salvo qualche pausa celestiale e meditativa. Un brano quasi filosofico e molto dreamy, per aprire lo sguardo su orizzonti vasti: “Guarda che succede/a farsi domande/a fissare le stelle“.
Più robuste le prospettive da cui muove Lamerica, che ha un groove molto ancorato al terreno e una malinconia che si spande un po’ per volta. Il ritornello si avvita sulla rima baciata, facendo pensare a idee più pop.
Con Eden ci si muove su atmosfere notturne, malinconiche e molto melodiche, con pensieri che si affollano e rotolano uno sull’altro. Viaggi astrali forse inutili, alla ricerca di un senso, prima che il ritmo si impadronisca del brano e porti tutto via con sé.
Bisogna poi conquistare la Crimea, crocevia di destini europei di quasi ogni epoca, che guarda al futuro con occhi lucidi, ma di lacrime. Ritmi un po’ più sostenuti con Perso per sempre, che però non rinuncia a un mood malinconico.
Si viaggia veloci per raggiungere Una stella distante anni luce, che ha modalità pop. “E’ tutto già scritto/la fine e l’inizio“: poi si attiva l’iperguida e si accelera ulteriormente, anche se le aspettative generali rimangono basse.
Morbidi toni e ritmi di Avevi ragione, che cerca di sbattere contro le emozioni. A chiudere, ecco Comfort zone, guidata dal pianoforte mentre si parla di maremoti e previsioni, in cerca di un punto di vista e di una scusa per uscire di casa.
Più filosofici di quanto ricordassimo, i Riva mostrano grande impegno e intensità per un lavoro molto contemplativo. Però stanno molto bene in questi abiti e confezionano un disco molto intenso pur meditando sui massimi sistemi.
L’album si ascolta con molto piacere seguendo le sue dinamiche e lasciandosi avvolgere da sonorità ben congegnate e lasciando fluire i testi e i concetti che suggeriscono qualche tipo di speranza cosmica e universale. Non tutti i pensieri sono stupendi, ma qualcuno sì.