Brilla è il terzo album dei So Beast per Needn’t e La Tempesta, e l’etichetta svizzera Blaublau. In questo lavoro, Katarina Poklepovic e Michele Quadri, i due produttori di base a Bologna, confermano che l’originalità e la versatilità sono il marchio di fabbrica del loro progetto. Il disco è coprodotto e missato da Fight Pausa. 

So Beast traccia per traccia

Con un passo molto cadenzato e l’evidente intenzione di contaminare tutto ciò che si riesce, DARK apre il disco. Lingue e tecniche si mescolano in un pezzo dalle atmosfere scure ma morbide, benché molto inquiete. Finale urlato e quasi proclamato.

Un tracciato frammentario quello che si propone da subito in Screenlight, pur di fronte a un climax sonoro piuttosto vasto e clamoroso. Riferimenti al soul e alle soundtrack emergono da un panorama complessivo avvolgente.

Più ricca di elettronica e di disegni dai tracciati imprevedibili, ecco Eyes of the Satellite, rapida e graffiante. Non che i graffi manchino dalla seguente Apparently, che però si presenta in modo più sensuale, pur immersa in rimbalzi e ritmi che si scompongono, si ramificano e tornano a trovare un senso.

Il cantato di AIR si solleva da atmosfere ora minimal, ora fittissime, come a togliere e poi rifornire di aria il pezzo, che peraltro attraversa schermaglie sintetiche, prima di cambiare di nuovo e di sciogliersi ulteriormente.

Pianoforte e colpi di tosse aprono SHINE, che gioca con voce e autotune per fondere le linee melodiche, per un momento stranamente tranquillo a metà disco. Anche se anche qui le cose cambiano e si fanno moderatamente più animate in un finale comunque elegante e melodico.

Quasi reggae il passo di Walkhigh, che fraseggia in modo abbastanza allegro e giocoso, con qualche riferimento all’hip hop americano più “antico”. Molto più scura e aggressiva Raw Edge, che danza sugli spigoli vivi fino a una sorta di ascensione, seguita da una galoppata.

Poi si corre su colline magiche: le Magic Hills si colorano di elettronica ma anche di sensazioni rock, prima di un ulteriore tuffo nel pop melodico sostanzialmente vintage.

La sperimentazione dei So Beast conosce pochi limiti e lo dimostra in un disco vasto e profondo. Con pochissimo rispetto dei generi ma soprattutto con una grande consapevolezza i due pattinano in allegria su un ghiaccio sottile ma robusto.

Abbastanza canzonatorio il tono di Inadattabilità, che splende di suoni risonanti e di un drumming rotolante, finendo quasi nell’impro jazz.

Chiusura contrastata con Street Inside, una strada interna che vive di momenti diversi, illuminazioni improvvise, scarti di lato e sorprese.

Un disco non per tutti, questo è chiaro, ma un disco che tutti i musicisti dovrebbero ascoltare perché è talmente ricco di originalità e idee che può fornire spunti a prescindere dal sound di riferimento. Lavoro importante e molto sostanzioso.

Genere musicale: electro, hip hop

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Pagina Instagram So Beast

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